Enrica Frediani su Marmi Graniti Pietre, Luglio Agosto 2006, World Wide Edition, David Trade Edizioni S.A., Lugano CH, in occasione del 2°Simposio Internazionale di Scultura Norberto Giannacchini, presso la ditta M+Q Italia, Marina di Massa, I:

Italian and english version

Mattia Polli

Da sempre affascinato dall'arte primitiva, Mattia Polli realizza per il 2° Simposio della M+Q una figura totemica alta circa 3 metri in marmo bianco. È una scultura di grandi dimensioni, che se per stile e tematica si riallaccia ad altre precedenti, si presenta come sintesi delle ricerche sul primitivismo sinora condotte.
Mattia Polli ama le linee purissime ed essenziali dove solo un elemento di contrasto concavo o convesso che sia, come in “Sogno” del 2001, “Conchiglia” e “Semisfera” del 2004, o, una linea appena accennata come nei bronzi e nelle ghise delle “Maschere africane” del 2004, definiscono l'oggetto.
Anche la serie “Uccelli” appartenente al 2004 e realizzati tutti in marmo, mostra quella predilezione per la forma pura che qui si fa sinuosa, morbida e sensuale nel suo protendersi verso l'alto. Di particolare effetto è “Cigno”, 2004 col lungo collo che affonda nel marmo come fosse un lago, nell'atto di pescare.
La ricerca condotta sulle maschere africane porta l'artista a cimentarsi in altri materiali oltre al marmo, come il bronzo, la ghisa, il cemento, utilizzando, nelle opere composte, tonalità di colore differenti ottenendo suggestivi effetti cromatici che evidenziano la primitiva naturalezza materica. Lo studio sulle maschere africane suggerisce, talvolta, sensazioni misteriose di significato arcaico ma, sempre, rivisitate percorrendo pure forme geometriche. Ecco nascere “Maschera spezzata” 2005; “Segreto criptico” 2006; “Maschera cemento” 2006.
Nel 1997, a Mendrisio, in Svizzera, intraprende gli studi di architettura. Durante l'anno di stage previsto dal programma, lavora presso l'atelier dello scultore Paolo Selmoni, è qui che nasce in Mattia Polli la grande passione per la scultura.
Gli studi di architettura influenzeranno comunque tutta la sua arte, per suo quel modo di organizzare i volumi secondo forme geometriche semplici come in “Quadrato nero”, “Rettangoli”, “Semisfera” appartenenti al 2004 e “Solitudine” del 2005,... quasi spazi metafisici.
Lascia quindi la facoltà di Architettura e, nel 2001 si trasferisce a Carrara. Mattia è una persona gentile, riservata, di poche parole ma determinato e sicuro della scelta fatta e negli obiettivi che vuole raggiungere. Desideroso inoltre di apprendere tutto il possibile sulle tecniche del marmo, frequenta e lavora presso i laboratori di scultura di Carrara. Nel contempo segue corsi privati di scultura e si iscrive alla cittadina Accademia di Belle Arti e all'Istituto per l'Industria e l'Artigianato del Marmo.
Dal 2002 ad oggi la sua attività artistica si svolge principalmente tra il proprio Atelier di Brusino Arsizio in Svizzera e Carrara dove frequenta il quinto anno del corso di scultura sotto la guida del prof. Franco Mauro Franchi e l'Atelier che ha aperto a Carrara in Via Guelfa.

He has always been attracted by primitive art; Mattia Polli creates for the 2nd Symposium of M+Q a totemic figure of 3 meters height, in white marble. It is a big size sculpture, which for its style and its subject is linked to other previous works, it represents a synthesis of the research on primitivism.
Mattia Polli loves pure and essential lines where only a contrast element, concave or convex, like in “Sogno” of 2001, “Conchiglia” and “Semisfera” of 2004, or, just a hinted line like in the bronze and cast iron works of “Maschere africane” of 2004, define the object.
Also The sequence “Uccelli” is from 2004 is completely realized in marble, and it shows the preference for pure forms, which here becomes sinuous, soft and sensual in its leaning upwards. A particular effect is produced by “Cigno”, 2004, with its long neck which sinks into the marble as if it was a lake, while fishing.
The research on African masks takes the artist to try his hand with other materials beside marble, like bronze, cast iron, concrete, using in composite works different shades of colour, obtaining evocative chromatic effects which highlight the primitive truthfulness of matter.
The study of African masks suggests, sometimes, mysterious sensations with an ancestral meaning, but they are always revisited through pure geometric shapes. This creates “Maschera spezzata” 2005,; “Segreto criptico” 2006; “Maschera cemento” 2006.
In 1997, in Mendrisio, Switzerland, he starts architecture studies. During the internship year included in the program, he works at sculptor Paolo Selmoni's atelier, which generates Mattia Polli's great passion for sculpture.
The University architecture studies have an impact on his art, for his way of organizing volumes respecting simple geometric shapes, like in “Quadrato Nero”, “Rettangoli”, “Semisfera” created in 2004 and “Solitudine” of 2005,... which represent almost metaphysical spaces.
He leaves the Architecture Faculty and, in 2001, he moves to Carrara. Mattia is a kind person, reserved, who does not speak much, but determined and sure about his choice and the targets he wants to reach. He wants to learn all about the techniques for working with marble, he attends and works in sculpture laboratories in Carrara. In the meanwhile, he attends private sculpture courses and enrols at the local Academy of Art and the Institute for Marble Industry and Craftsmanship.
Since 2002 his artistic activity is mainly carried out between his own atelier in Brusino Arsizio in Switzerland, and Carrara, where he attends the fifth year of the sculpture course under the guidance of prof. Franco Mauro Franchi, and the Atelier he opened in Carrara in Via Guelfa.